Oggi ho rimesso mano sulla mia lava lamp dopo tanto tempo, ma soprattutto per l'ultima volta.
Avevo una bella lava lamp, regalo affezionato di una amica per la laurea, liquido rosa e lava arancione. Faceva un'ottima atmosfera e bolle perfettamente mobili.
Col tempo, col freddo, con l'inattività fiorentina la lampada iniziò a lavorare male. Una sottile crosta arancione era disseminata all'imboccatura, e quando la cera si scioglieva rimaneva attaccata alla parete del vaso. Consultai internet per la risoluzione del problema, trovando e provando alcuni consigli che fecero precipitare, invece che migliorare, la situazione: pulire l'interno del vaso con una spugnetta attaccata a un bastone di metallo, aggiungere sapone per piatti, fino a svuotare completamente il contenuto e pulire il vaso con uno di quei rulli per le bottiglie. Preso dalla disperazione e dai risultati di volta in volta peggiori, feci tutte queste cose. Alla fine mi ritrovai con un liquido rosa pallido e una cera che era piena di impurità di ogni genere. L'unica cosa che potevo fare era buttare tutto.
Invece, testardo e schiavo delle risorse che la rete offre, trovai alcuni siti con ricette casalinghe per costruire una lava lamp artigianale. Per l'hardware non c'era problema, avevo ancora tutto: il vaso, la base con la lampada piatta ecc. Dovevo invece fare da capo il liquidware.
Il principio del funzionamento della lava lamp è tanto semplice quanto geniale: due liquidi che non si possono mischiare e con una piccola differenza di densità. Ora la
ricetta migliore che ho trovato prevedeva l'utilizzo di acqua e di un composto a base di paraffina e percloroetilene. La difficoltà non è solo quella di mischiare una giusta dose di paraffina e perc, ma è quella poi di calibrare questa cera con l'acqua. La densità dell'acqua può essere aumentata aggiungendo piccole dosi di sale da cucina.
Neanche a parole questo processo sembra semplice, potete immaginare cosa vuol dire farlo. Provai varie volte. Ho ancora da parte pagine e pagine di calcoli e proporzioni per trovare la giusta densità della cera. Non solo: la sfiga ha voluto anche che, un giorno, mentre lavavo per l'ennesima volta il vaso, mi scivolò e l'imboccatura si ruppe. E la lampadina mi si è fulminata; l'ho rimpiazzata con un'altra, che non è piatta e mi sembra che scaldi più di quella vecchia.
Dopo un mese intero di tentativi e alambiccaggi, sporcando un po' ovunque nella mia mansarda, decisi di arrendermi. Più che altro perché non avevo più tanto tempo da dedicare a questo lavoro disgraziato. Così, chiusi tutto in un cassetto e cercai di dimenticare.
Oggi, come detto all'inizio, non so quale noia mostruosa ha voluto convincermi a riprendere i miei imbutini, il perc che avevo dato a mia madre (il percloroetilene è molto simile al tricloroetilene, cioè la trielina), le scaglie di paraffina. Ho pulito il vecchio vaso incrostato di tutti i precedenti tentativi, ho pesato 11 grammi di perc e 16 grammi di paraffina, li ho mischiati e sciolti, ora il composto si sta raffreddando e poi aggiungerò l'acqua. E speriamo che l'ultima sia davvero la volta buona.





